Il caso Barilla: una
dittatura silenziosa
contro libertà e famiglia
di Elena Marchese
http://www.youtube.com/watch?v=lshUnKkNH5A
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"Non farei mai uno spot con una famiglia omosessuale. Non per
mancanza di rispetto, ma perché non la penso come loro, la nostra è una
famiglia classica, dove la donna ha un ruolo fondamentale" Queste parole
sono state dette da Guido Barilla, presidente della omonima azienda italiana
della pasta, in un’intervista alla trasmissione radiofonica di Radio24 La
Zanzara.
Domande incalzanti, maliziosamente
costruite “ad imbuto” per far scivolare l’intervistato su un terreno ben preciso.
Una trappola con l’unica finalità di consegnare un’altra vittima all’agone
mediatico. Solita storia, il capro espiatorio è servito agli aguzzini su un
piatto d’argento. Tutta la vicenda ha avuto origine da queste incredibili
dichiarazioni della presidente della camera Boldrini: “Non può essere concepito uno spot pubblicitario in cui i bambini e il
padre stanno tutti seduti e la mamma serve a tavola. Questo merita una
riflessione.” Chissà quale discriminazione maschilista vede in questo, la
signora presidente. A suo avviso è molto più discriminatorio che una madre
prepari il pranzo e lo porti a tavola per la sua famiglia, che dire ad un
libero imprenditore come deve indirizzare la sua libera iniziativa economica.
Ovviamente a questa intervista è
seguita una bufera. Internet, mass media, ma soprattutto tutte le associazioni gay hanno scatenato il
pubblico e l’opinione pubblica contro quest’uomo, un imprenditore, colpevole solo
di voler scegliere le sue pubblicità e di difendere pubblicamente (ben inteso,
senza offendere nessuno) la famiglia naturale e il ruolo sacro della donna come
centro fondamentale della famiglia.
Però, la vera mostruosità che
emerge da tutta questa vicenda è un'altra. Dopo
poche ore da questa intervista signor Barilla ha dovuto chiedere
pubblicamente scusa. Perché? Semplicissimo, mentre tutti (politici e non) si
gloriano beatamente di difendere il pluralismo e i diritti, nessuno si accorge
di essere parte integrante di un dispotismo nascosto. Nascosto perché coperto
dai fumi di un umanesimo autoreferenziale e decadente che non ha timone
ne guida.
È l’uomo che si vuole
autoregolare escludendo Dio dalla vita pubblica e privata. Tutto ciò
inevitabilmente degenera in Tirannia. Odio crescente per la libertà. Per la
VERITÀ.
Il problema è davvero
generalizzato, ma la cosa che lo rende davvero pericoloso è che, se non si vive
in grazia di Dio, non ci si accorge di tutto ciò. Si vive credendo di
proteggere l’uomo da ogni sorta di sopruso e allo stesso tempo si negano le libertà
e i principi fondamentali su cui si basa la vita e l’esistenza di una società.
Da casi come questo possiamo
realizzare quanto questo totalitarismo stia prendendo piede. Come sottolinea
Robi Ronza in un articolo che ha ispirato questo post, il signor Barilla non
solo è stato fatto tacere, no, non sarebbe bastato. La nuova società del “politically correct” lo ha rieducato proprio
come accadeva nella Cina di Mao. Anche oggi i dissidenti devono chiedere scusa
pubblicamente, “rendersi conto” dello “sbaglio” fatto e lasciarsi rieducare. E infatti le parole del
signor Barilla dopo le scuse sono state: “mi hanno fatto capire che devo
imparare tanto sulla famiglia!”. Questo è totalitarismo.

Noi di fronte a tutto ciò
dobbiamo combattere. Ma come nel concreto?!? Insieme a Gesù alla Madonna S.S. e al Papa. Vivendo
noi per primi irreprensibili davanti a Dio. Poi informandoci, difendendo la
vera famiglia e promuovendola. Un luogo privilegiato per questo sarà la
Giornata delle Famiglie, organizzata dall’Istituto del Verbo Incarnato a Tuscania (VT) il prossimo 20 Ottobre.
Quindi venite numerosi !!
La famiglia è uno dei metodi in
cui noi uomini possiamo santificarci. La VERA famiglia riflette in maniera
umana e finita, quell’amore perfetto che è nella Santissima Trinità. Una
comunione d’amore feconda, aperta alla Vita! Difenderla è in nostro potere.
FACCIAMOLO.
Elena Marchese
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